mario giampaolo
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Testo presentato nel giugno ’24 per il Workshop di Interno Poesia diretto da Valerio Grutt. Il fiato azzurro delle primaverem’appanna le lenti e perdo il segno sui registri ritrovo il punto nelle pagine di grafia minima. Leggerla, conquistadi segreti quasi arabi.Non ho voglia di sapere altro. Alle leggi stampatefaccio pegno ogni giorno che mi battono la gravitàe i polmoni negati…
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Poesia tratta da “Agave” e selezionata da Diagramma Magazine per il progetto “la ricerca del metafisico” Scopertoda luci bassedi nuovo segretodiventa il tuo corpo come avvistareall’imbruniresponde africane. In quel momentodivento bestie rare,rapaci d’oltremare. Io sete, tu attese.
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Testo inedito e condiviso nell’estate 2023 in memoria di Michele Sovente. Angolo giallocerchio verde costa morbidanell’acqua l’aria. Primo fondalescuro di memoria orografia matrignae dimentica che dà una vitae una sola e fa un’ombrache stringe le spalle e piano chiedequanto ancora manchiper casa.
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Dormire è credere. L’insonne estivo ha fede nel sonno come un cristiano nel regno dei cieli. All’insonne estivo manca la pace: l’involontaria capacità di spegnere i sensi. l’insonne estivo non sente la possibilità o la certezza che la stanchezza, l’offuscamento, il caldo o la lettura porteranno a dormire. L’insonne estivo è certo solo che il…
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“io la notte ancora sto sveglio a pensare al tempo che ho perso e ne accumulo altro” Colapesce Non dormire le notti d’estate. Gli occhi si chiudono al mattino, alle prime luci. Un’altra notte è stata sacrificata, altro tempo è stato rubato alla vita degli altri. L’insonnia si vive come la composizione di una lista…
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Nelle periferie delle città grandi, in pieno agosto, si raccolgono nei pochi bar aperti quelle anime che non hanno vacanze o ci andranno tardi, come me. E se la mattina ci trovi ancora dei sorrisi su quelle facce che prendono caffè (che il mattino è una promessa per tutti, si sa) nel primo, caldissimo, pomeriggio…
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3 pezzi scritti durante il lockdown. Rimessi qui in ordine cronologico per riannodare i fili e non dimenticare le cose pensate e successe.
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– Bisogna strapparlo via dai libri del liceo Ungaretti e portarcelo dietro, come un amuleto. – Sei retorico. – Vabbé, dai, oggi sono 131 anni che nasceva. – Sei retorico e ti contraddici, allora. Dici che te lo porti dietro ogni giorno e poi me ne parli perché oggi è l’anniversario della nascita. E magari…
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Back up the cul-de-sac Come on, do your worst You quit your job again And your train of thought If you could do it all again A little fairy dust A thousand tiny birds singing If you must, you must Please let me know When you’ve had enough Of the white light Of the dawn…
